Pagamenti a cavallo d’anno: cosa sapere per evitare errori

Pagamento

Ogni fine anno porta con sé una questione ricorrente: i pagamenti effettuati nei primi giorni dell’anno nuovo, ma riferiti all’anno precedente. Questo aspetto, apparentemente semplice, nasconde alcune regole fiscali importanti che è bene conoscere per evitare problemi.

Il principio di cassa

Il principio di cassa stabilisce che ciò che conta, ai fini fiscali, è la data in cui il pagamento viene effettivamente incassato o pagato, non quando è maturato.
Per i lavoratori dipendenti, il reddito è calcolato solo su quanto percepito nell’anno, indipendentemente dalla competenza.
Per il datore di lavoro, invece:

  • Professionisti e autonomi: si deducono solo le spese pagate nell’anno (salvo eccezioni come il TFR)
  • Imprese: seguono il principio di competenza.

Il principio di cassa “allargato”

Per i dipendenti esiste una deroga: se il pagamento avviene entro il 12 gennaio, viene considerato come reddito dell’anno precedente. È il caso tipico delle retribuzioni di dicembre pagate a inizio gennaio.
Attenzione: il termine del 12 gennaio è tassativo e non prorogabile, nemmeno se festivo. Se non si è sicuri della data di accredito, meglio evitare il bonifico (specialmente l’ordinario) e optare per strumenti immediati come l’assegno.

Lavoratori autonomi e novità 2024

Per i lavoratori autonomi vale il principio di cassa “stretto”: conta solo ciò che è pagato entro il 31 dicembre. Dal 2024, però1, prevale la data della ritenuta rispetto a quella dell’accredito. Attenzione però: deve essere presente una ritenuta, quindi il soggetto che paga deve essere sostituto d’imposta, altrimenti l’eccezione non opererà.

Compensi agli organi sociali

I compensi agli amministratori seguono regole simili al lavoro dipendente, ma bisogna prestare attenzione ad alcuni profili.

Si applica il principio di cassa allargato, ma anche alla deducibilità per la società, in deroga al generale principio di competenza previsto ai fini della determinazione del reddito d’impresa2. La contribuzione è poi dovuta alla Gestione separata sempre sulla base della cassa allargata, ed è da determinare con le aliquote contributive in vigore nell’anno precedente.

Non vale, però, se l’incarico rientra nell’attività professionale dell’amministratore.

Modalità di pagamento: bonifico o assegno?

Il principio di cassa può creare criticità quando l’accredito non è immediato, come nel caso dei bonifici. Con la riforma fiscale (D.lgs. 196/2024), per alcune casistiche conta la data della ritenuta, non quella dell’accredito. Ma attenzione: la regola non è generale. A ben vedere la problematica ha perso importanza, grazie all’introduzione dal 9 gennaio 2025 della possibilità per chiunque di pagare e ricevere tramite bonifici istantanei3.

  1. Art. 5 del D.lgs. 13 dicembre 2024, n. 196, di riforma dell’Art. 54 del DPR 22 dicembre 1986, n. 917, c.d. Testo unico delle imposte sui redditi ↩︎
  2. Art. 95, comma 5, del DPR 22 dicembre 1986 n. 917, c.d. Testo unico delle imposte sui redditi ↩︎
  3. Regolamento UE 2024/886 ↩︎